Gratuito Patrocinio o Patrocinio a Spese dello Stato

L’avvocato Barbara Bastianon è abilitata al gratuito patrocinio sia in sede civile sia in sede penale.

Cosa si intende per gratuito patrocinio o difesa a spese dello Stato?

Si tratta di un beneficio previsto dalla Costituzione (art. 24 Cost.) che consiste nel riconoscimento dell’assistenza legale gratuita, per promuovere un giudizio o per difendersi davanti al giudice, alle persone che non sono in grado di sostenerne le spese. Al pagamento delle spese legali si provvede mediante l’intervento dello Stato.
La persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.
Si precisa da subito che è esclusa dal Gratuito Patrocinio l’attività di assistenza e consulenza stragiudiziale – ovvero al di fuori o non finalizzata ad un procedimento processuale – indipendentemente dal reddito dell’Assistito.
Può essere riconosciuto il patrocinio a Spese dello Stato, per il processo penale e del lavoro, nonché per il processo di impugnazione del decreto di espulsione di stranieri, per i ricorsi al Garante per la protezione dei dati personali, per i giudizi civili ed amministrativi, nonché nelle procedure di volontaria giurisdizione (legge n. 134/2001) quindi anche per procedimenti minorili, di separazione e divorzio ed è disciplinato dal DPR 30.05.2002 n.115 (artt.76 e ss.).
L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.
Il beneficio non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui (salvo se la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).
Per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati di cui agli articoli 416-bis del codice penale, 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, 73, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell’articolo 80, e 74, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti. E’ però ammessa la prova contraria (Corte Cost., sentenza n. 139 del 2010).

Chi può essere ammesso a tale beneficio?

Attualmente, per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile del nucleo famigliare convivente, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a € 11.493,82 (d.m. 16 gennaio 2018 in GU n. 49 del 28 febbraio 2018) aumentato proporzionalmente in caso di convivenza con figli minorenni. Se l’interessato convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.
Vi sono delle eccezioni a tale regola: si tiene conto del solo reddito personale, quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi ( ad es. delle cause di separazione e divorzio).
Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato:
i cittadini italiani
gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare
gli apolidi
gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

Cosa succede nel caso in cui la parte ammessa a Gratuito Patrocinio soccomba in giudizio?

Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione.
Inoltre, nel processo civile, l’ammissione al gratuito patrocinio non comporta che siano a carico dello Stato le spese che l’assistito sia condannato a pagare all’altra parte risultata vittoriosa, perché gli onorari e le spese sono solo quelli dovuti al difensore della parte ammessa al beneficio, che lo Stato, sostituendosi alla stessa parte, si impegna ad anticipare, in considerazione delle sue precarie condizioni economiche e della non manifesta infondatezza delle relative pretese (v. Cass. Civ. n. 10053 del 2012).
In caso di soccombenza, inoltre, in taluni casi, il Giudice può disporre con la sua decisione, la revoca del Gratuito Patrocinio, con la conseguenza che la persona assistita dovrà pagare integralmente le spese processuali e gli onorari dovuti al proprio avvocato.

Casi particolari: ammissione al patrocinio a spese dello Stato semplificata.

Indipendentemente dal redditto, si ha diritto di accedere al Gratuito Patrocinio nei seguenti casi:

1. la persona offesa dai reati di cui agli articoli 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dalla Legge.
2. Il minore straniero non accompagnato, coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento giurisdizionale, ha diritto di nominare un legale di fiducia, anche attraverso il tutore nominato o l’esercente la responsabilità genitoriale ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, e di avvalersi, del gratuito patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del procedimento.
3. I figli minori o i figli maggiorenni economicamente non autosufficienti rimasti orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso in danno dello stesso genitore dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall’altra parte dell’unione civile, anche se l’unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza.

Dove e come si presenta la domanda di Gratuito Patrocinio?

In ambito civile, la domanda di ammissione al Gratuito Patrocinio si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:
luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.
I moduli per le domande sono disponibili presso le stesse Segreterie del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
La domanda deve essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda.
Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.
La domanda, sottoscritta dall’interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:
la richiesta di ammissione al patrocinio
le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare
l’attestazione dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda (autocertificazione)
l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio
se trattasi di causa già pendente, la data della prossima udienza
generalità e residenza della controparte
ragioni di fatto e diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere
prove (documenti, contatti, testimoni, consulenza tecniche, ecc. da allegare in copia).

Dopo il deposito della domanda, il Consiglio dell’Ordine valuta la fondatezza delle pretese da far valere e se ricorrono le condizioni per l’ammissibilità, ed emette uno dei seguenti provvedimenti: accoglimento della domanda, non ammissibilità della domanda, rigetto della domanda.
In caso di ammissione, il Consiglio trasmette copia del provvedimento all’interessato, al giudice competente e all’Ufficio delle Entrate, per la verifica dei redditi dichiarati.
Se il Consiglio dell’Ordine respinge o dichiara inammissibile l’istanza, questa può essere proposta al magistrato competente per il giudizio, che decide con decreto.
Nel procedimento penale, la domanda per l’ammissione al gratuito patrocinio, viene presentata direttamente dall’Avvocato designato, al Giudice competente per il procedimento.