diritto di famiglia e minorile

Diritto di famiglia

Settore di particolare importanza per lo studio è sicuramente il diritto di famiglia. La materia coinvolge in tutti i suoi aspetti l’individuo. È importante che il proprio difensore, oltre all’aspetto giuridico e a quello patrimoniale, riesca a cogliere l’aspetto umano della vicenda, a tutelare l’intera sfera della persona, i suoi sentimenti ed i suoi bisogni. È importante riuscire a far sentire tutelato chi si avvicina allo Studio, che già sta attraversando un periodo difficile della propria esistenza, informandolo delle possibili strade da intraprendere, delle eventuali difficoltà di ogni scelta e dei risultati che ogni percorso consente di raggiungere.

L’avvocato Bastianon, socio fondatore dell’Associazione avvocati per la persona e la famiglia, è anche membro dell’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia ed i minori, offre assistenza e consulenza in materia di diritto di famiglia, con particolare riferimento:

 

  • alle procedure di separazione dei coniugi (sia consensuale che giudiziale);
  • alle procedure per la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • alla redazione di convenzioni patrimoniali tra conviventi;
  • alla regolamentazione dell’esercizio della potestà, dell’affidamento e del diritto di visita dei figli legittimi e naturali;
  • alla revoca e/o modifica dei provvedimenti per il coniuge, nel caso di separazione/divorzio, e per i figli;
  • all’affidamento di minori, tutela del diritto di visita, modifica alle condizioni di separazione o divorzio;
  • interdizione, inabilitazione e nomina di un amministratore di sostegno;
  • consulenza nella redazione di convenzioni patrimoniali tra coniugi;
  • all’assegno di mantenimento per il coniuge e per i figli minorenni/maggiorenni.

 

Credendo fermamente nell’importanza del costante aggiornamento professionale, l’avvocato Bastianon, per quanto riguarda questa specifica materia, ha partecipato al convegno dal titolo “Trasferimenti immobiliari e costituzione di altri diritti reali, anche in favore dei figli, in sede di separazione e divorzio” ed ai numerosi corsi di aggiornamento in Diritto di Famiglia e Minorile organizzati dall’A.I.A.F. (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia ed i minori) e dell’Associazione Avvocati per la persona e la famiglia, di cui l’avvocato Bastianon è membro.

 

    “APF, Avvocati per le Persone e le Famiglie” è un’associazione nata a Treviso nell’agosto 2017 per iniziativa di 70 avvocati, soci fondatori.  E’ aperta all’adesione di tutti i Colleghi interessati a svolgere la loro attività nel settore del diritto di famiglia con la consapevolezza che questo ambito tocca diritti fondamentali, per la tutela dei quali l’avvocato ha un ruolo sociale insostituibile e, correlativamente, una grande responsabilità.

Forme di incapacità

L’assistenza a persone con ridotta autonomia o incapaci di provvedere a se stessi è assicurata con tre diversi strumenti a seconda della gravità dell’incapacità.

 

Amministrazione di sostegno

 

L’amministrazione di sostegno è un nuovo strumento giuridico di protezione finalizzato a tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire (ossia la capacità – che si acquista con la maggiore età è di porre in essere validamente atti idonei ad incidere sulle situazioni giuridiche di cui si è titolari, ad es. acquisto o donazione di una casa), chiunque si trovi in condizioni di particolare difficoltà e ridotta capacità di autonomia. Si pensi all’anziano che, pur mantenendo buone capacità di relazione e di comprensione della sua situazione, non è del tutto autosufficiente, all’invalido che non sia in grado di compiere alcuni atti, al malato psichiatrico che a seguito di adeguata terapia manifesti un buon grado di autonomia. Queste persone, pur conservando la capacità di agire e di compiere gli atti diretti a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana, necessitano di una persona, l’amministratore di sostegno, che abbia cura di loro e provveda a compiere le azioni necessarie per la gestione dei loro beni.

 

Inabilitazione

 

L’inabilitazione è un strumento di protezione rivolto a soggetti che si trovano in particolari condizioni psicofisiche non così gravi, però, da essere private totalmente della capacità di agire (ossia la capacità – che si acquista con la maggiore età è di porre in essere validamente atti idonei ad incidere sulle situazioni giuridiche di cui si è titolari, ad es.: vendere o donare un immobile). Esse necessitano dell’assistenza di un curatore, nominato dal Tribunale che integri, senza sostituirla, la loro volontà.

 

Interdizione

 

L’interdizione giudiziale è volta a tutelare (contrariamente al comune modo di pensare che in passato considerava l’applicazione di questo provvedimento come “disonorevole”) soggetti individuati in maniera puntuale dalla legge: il maggiore di età e il minore (nell’ultimo anno della sua minore età), che si trovino in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi. L’unico modo per tutelare queste persone è, pertanto, quello di privarle della capacità di compiere atti suscettibili di avere rilievo giuridico e potenzialmente lesivi dei loro interessi.

Misure ed ordini di protezione contro gli abusi famigliari

La violenza nelle relazioni familiari è una tematica purtroppo, di perdurante attualità.
Nel nostro ordinamento giuridico, la violenza intrafamiliare o domestica ha assunto connotazioni più definite solamente di recente, quando, con le leggi n. 149/2001 e n. 154/2001 il Legislatore ha codificato due strumenti di tutela nell’ipotesi in cui sussistano abusi familiari.
La L. n. 149/2001 ha previsto , in materia di adozione, la possibilità di allontanare, dal nucleo familiare, non solo il minore ma anche il genitore o convivente maltrattante o abusante, congiuntamente all’adozione di provvedimenti ablativi o restrittivi della potestà genitoriale.
La L. n. 154/2001 ha poi introdotto nel codice civile, una serie di articoli, tutti finalizzati ad ottenere “ordini di protezione contro gli abusi familiari” , in virtù dei quali, qualora la condotta del coniuge o di altro convivente sia causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente, con un provvedimento avente natura provvisoria, il giudice ne può disporre l’allontanamento ed imporre a suo carico il pagamento di un assegno periodico a favore dei familiari che, proprio per effetto dell’allontanamento, rimangano privi di mezzi di sostentamento adeguati.
Ai fini dell’adozione di tali ordini di protezione, non è indispensabile il requisito della convivenza, perché la violenza tra familiari può concretizzarsi in comportamenti vessatori che costringano la vittima ad abbandonare la casa coniugale a fronte di continue intimidazioni.
In tema di abusi familiari, il pregiudizio all’integrità fisica non necessariamente consegue ad aggressioni fisiche, configurandosi anche nelle aggressioni verbali che, reiterate nel tempo ed accompagnate da un clima di continua tensione all’interno della famiglia, sono certamente idonee ad arrecare un grave pregiudizio alla salute fisica delle vittime.
L’ordine di protezione può assumere contenuto diversificato che va dall’allontanamento dalla casa familiare, all’ordine di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall’istante, al luogo di lavoro, al domicilio della famiglia d’origine ovvero al domicilio di altri prossimi congiunti del richiedente nonché ai luoghi di istruzione dei figli della coppia. Il giudice può disporre anche l’intervento dei servizi sociali del territorio o di un centro di mediazione familiare ovvero di una associazione che abbia come fine il sostegno e l’accoglienza di donne e minori, vittime di abusi e maltrattati.
Oltre a quanto previsto in sede civilistica, il coniuge o convivente vittima di abusi familiari può invocare tutela anche sotto il profilo penale ed ottenere tutte le misure cautelari personali previste, in materia, dal Legislatore.

Regolamentazione interessi dei figli

I nostri figli costituiscono l’unica responsabilità davvero irrinunciabile. I genitori hanno essenzialmente doveri ai quali corrispondono diritti insindacabili dei figli: al mantenimento, all’istruzione, all’educazione, all’assistenza morale, al rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.

 

Affidamento e collocamento figli minori

Quando i genitori si separano, siano essi coniugati o conviventi, i figli potranno essere affidati congiuntamente a entrambi o, in caso di grave pregiudizio del minore, a uno di essi e saranno collocati presso il genitore più in grado a soddisfare le loro esigenze quotidiane.

 

 

Protezione e tutela del minore

Nelle situazioni di particolare conflittualità tra i genitori, è opportuno agire con la massima tempestività e in stretta collaborazione con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria al fine di garantire il primario interesse del minore.

 

 

Donazione a minori

È possibile, purché sia valutata corrispondente all’interesse del minore e autorizzata dal giudice tutelare.

 

 

Eredità a favore dei minori

Nell’ipotesi in cui beneficiario di un’eredità sia un soggetto minore, la procedura che regola la materia è particolare: saranno infatti i genitori ad accettare l’eredità, con beneficio d’inventario, in nome e per conto del minore, previa autorizzazione del Giudice Tutelare.

 

 

Pensione di reversibilitá

È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata ai figli minori, universitari, inabili superstiti.

 

 

Regolamentazione del diritto di espatrio del minore

Per legge tutti i minori devono avere un proprio documento individuale e non possono più essere iscritti su quelli del padre e della madre. Il genitore (coniugato/convivente o separato/divorziato) che richiede il passaporto per il figlio minore deve naturalmente avere l’assenso dell’altro genitore; in mancanza, dovrà rivolgersi al Giudice Tutelare per ottenere il nulla osta.

 

 

Limitazione e/o decadenza dalla responsabilità genitoriale

Il giudice può pronunciare la limitazione e/o decadenza dalla responsabilità genitoriale, se il genitore trascura i doveri a essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio per il figlio.

 

 

Tutela frequentazione minori con i nonni e gli zii

Il decreto legislativo 154/2013, in attuazione della legge 219/2012, con l’intento di preservare il diritto al rispetto e alla protezione delle relazioni familiari, ha riconosciuto e codificato il diritto degli ascendenti di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Qualora questo diritto fosse ostacolato, gli ascendenti sono legittimati a rivolgersi al Tribunale.

 

 

Rappresentanza e amministrazione beni dei minori

La rappresentanza legale del minore e l’amministrazione dei suoi beni è, di norma, affidata ai genitori oppure ad uno solo se l’altro è deceduto o ha un impedimento definitivo o temporaneo (lontananza, incapacità, decadenza dalla responsabilità genitoriale). In caso di genitori incapaci o di minori orfani tale potere spetta al tutore nominato dal Tribunale.

 

 

Cura dei beni del minore

I genitori hanno il dovere di compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione nell’interesse del proprio figlio; non possono, però, compiere atti di straordinaria amministrazione se non con l’autorizzazione del giudice tutelare, il quale valuta la necessità o utilità per il figlio minore.

 

 

Tutela minori orfani

Quando un minore rimane orfano, l’autorità giudiziaria nomina un tutore che potrà essere quello già designato dal genitore o, in assenza individuato tra gli ascendenti e gli altri parenti o affini del minore.

 

 

Cambiamento del cognome

Il genitore, o chi eserciti la responsabilità genitoriale sui minori cui si intenda cambiare o aggiungere un altro nome e/o cognome, devono presentare istanza al prefetto.

 

 

Aggiunta del cognome materno al cognome paterno

Chiunque può chiedere di aggiungere il cognome materno a quello paterno. In caso di mancato assenso da parte del padre all’aggiunta del cognome materno al figlio, sarà necessario rivolgersi al Prefetto. Il figlio nato fuori del matrimonio assumerà il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto.

 

 

Tutela dell’immagine e della riservatezza dei minori

La persona e la sua immagine sono beni inviolabili di ogni società civile; a maggior ragione, quando si parla di minori, alla tutela della dignità e riservatezza si aggiunge la necessità di garantire un armonico sviluppo della loro personalità e, pertanto, si impongono maggiori limiti e cautele. La regola generale stabilita dalla legge sul diritto d’autore è che il ritratto di una persona non può essere esposto senza il suo consenso (art. 96 legge n. 633/1941).

 

 

Riconoscimento dei figli

Quando un bambino nasce da genitori non sposati, il figlio può essere riconosciuto da uno solo o da entrambi i genitori congiuntamente al momento della nascita. Il genitore che non ha riconosciuto il figlio al momento della nascita potrà farlo successivamente previo consenso dell’altro genitore o, in assenza, giudizialmente.

 

 

Disconoscimento dei figli

L’azione di disconoscimento della paternità può essere esercitata dal padre, dalla madre e dal figlio nel rispetto dei termini di prescrizione.

 

 

Sottrazione internazionale di minori

Si tratta dell’illecito trasferimento del bambino, da parte di uno dei genitori, in uno stato diverso da quello nel quale il minore aveva la propria residenza abituale, senza il consenso dell’altro.

Separazione e divorzio

L’amore è imperfetto e può disperdersi in rivoli anche velenosi minando la forza e l’entità della famiglia. La conseguenza è la separazione, sempre traumatica e dolorosa, ma indispensabile ad assicurare nuove libertà e diverse opportunità per non imprigionarsi nello sbaglio. Se la separazione è un diritto, il dovere fondamentale è tutelare i figli, incolpevoli della rivoluzione familiare.

 

Separazione consensuale

La separazione è consensuale quando sono i coniugi a ad accordarsi, per iscritto, su ogni questione relativa alla sospensione del loro vincolo matrimoniale (questioni patrimoniali, mantenimento coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).
A differenza della separazione giudiziale, la separazione consensuale ha indiscussi vantaggi: è infatti possibile regolamentare questioni accessorie – che il tribunale giudizialmente non potrebbe risolvere – come per esempio prevedere trasferimenti immobiliari, regolamentare l’uso della casa delle vacanze ecc.
Inoltre, una volta depositato l’accordo presso la cancelleria del Tribunale basterà per le parti comparire una sola volta e attendere poi l’omologa della separazione.

 

Separazione giudiziale

Quando non vi è accordo tra i coniugi sulle questioni relative alla sospensione del loro vincolo matrimoniale, può essere richiesta, anche da uno solo dei coniugi, la separazione giudiziale.
In tale ipotesi, è il giudice che disciplina e regolamenta ogni aspetto inerente la gestione dei rapporti patrimoniali e personali tra coniugi (anche con riferimento ai figli) e che, in presenza di determinati presupposti, pronuncia l’addebito.

 

Modifica condizioni di separazione

Le condizioni della separazione sono tutti sempre modificabili su richiesta di parte qualora intervengano “nuove” circostanze di fatto e di diritto rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti tali.

 

Assegnazione della casa coniugale

È finalizzata alla tutela dei figli al fine per evitare loro il trauma di dover cambiare casa, quartiere, frequentazioni e abitudini di vita consolidate.
Pertanto il giudice, in presenza di figli minori o maggiorenni, ma economicamente non autosufficienti, assegna la casa familiare al genitore che continuerà a convivere con loro.
Mantenimento dei figli
In caso di separazione, il giudice, a norma degli art. 316bis e 337 c.c. dispone che ciascun genitore sia obbligato, in misura proporzionale alle proprie capacità, al mantenimento dei figli, tenuto conto delle loro esigenze di vita e del contesto sociale e familiare cui appartengono, oltreché di altri criteri indicati dalla legge.

 

Mantenimento del coniuge

Qualora uno dei coniugi non abbia redditi propri che gli consentano di conservare il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, il giudice può imporre all’altro di versare al coniuge “non colpevole” della separazione un assegno periodico, la cui entità deve essere determinata tenendo conto dei redditi del coniuge obbligato, dei bisogni dell’altro e del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

 

Separazioni internazionali

È la separazione che interessa le coppie di nazionalità diverse ed coppie miste o, comunque sia, che interviene tra coniugi che hanno la stessa cittadinanza ma risiedono all’estero o hanno intenzione di trasferircisi.

 

Pensione di reversibilità

È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata al coniuge superstite legalmente separato e titolare di un assegno di mantenimento.

 

Rilascio e revoca passaporto del coniuge

Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere la sua autorizzazione sostituiva dell’assenso dell’altro genitore.
Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell’altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.

 

Separazione con negoziazione assistita

È la separazione consensuale conclusa tra le sole parti assistite dai loro difensori senza l’intervento del giudice. È possibile solo in presenza di determinati requisiti.

 

 

 

Il divorzio segna la fine della coppia coniugale, ma anche delle reciproche aspettative successorie. Il divorzio ratifica e conferma un nuovo programma di vita già segnato dalla separazione.

 

Divorzio congiunto

Quando vi sia accordo tra i coniugi su tutte le condizioni relative allo scioglimento/cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.

 

Divorzio contenzioso

Quando non sia stato possibile raggiungere alcun accordo sulle condizioni relative allo scioglimento/cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.

 

Modifica delle condizioni di divorzio

Ogni disposizione della sentenza di divorzio concernente l’affidamento dei figli e le questioni economiche può essere modificata o revocata dal Tribunale su istanza di uno dei coniugi divorziati qualora intervengano “nuove” circostanze di fatto e di diritto – rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti.

 

Divorzio con negoziazione assistita

È il divorzio concluso tra le sole parti assistite dai loro difensori senza l’intervento del giudice. È possibile solo in presenza di determinati requisiti.

 

Mantenimento dei figli

Il giudice dispone che ciascun genitore sia obbligato, in misura proporzionale alle proprie capacità – redditi e/o patrimonio – al mantenimento dei figli anche una volta ottenuto il divorzio, tenuto conto delle esigenze di vita della prole e del contesto sociale e familiare cui appartengono.

 

Mantenimento dell’ex coniuge

L’assegno divorzile è una contribuzione economica con funzione sostanzialmente assistenziale che, ove ritenuta opportuna dal Giudice, deve essere versata periodicamente all’ex coniuge.

 

Accordi una tantum

In sede di divorzio la legge dà la possibilità alle parti di scegliere le modalità con cui assolvere l’obbligo patrimoniale che un ex coniuge ha nei confronti dell’altro: con l’assegno divorzile, o, in alternativa, con un’attribuzione in un’unica soluzione che può risolversi o con la corresponsione di una somma di denaro – da non dichiararsi ai fini dell’irpef – o mediante il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale. Nel caso di liquidazione “una tantum” è però necessario l’accordo delle parti e l’accertamento del tribunale sulla congruità della somma offerta.

 

Mantenimento del cognome maritale

Con la pronuncia di divorzio la “ex” moglie perde il diritto di utilizzare il cognome maritale. È possibile però chiedere al giudice incaricato di pronunciarsi sullo scioglimento o sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio – in casi specifici – l’autorizzazione a continuare ad utilizzare il cognome dell’ex marito.

 

Divorzio lampo

Grazie a un regolamento europeo è possibile, in presenza di determinati requisiti, applicare la legge di un altro stato CE e chiedere il divorzio senza passare per la separazione.

 

Pensione di reversibilità

È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata all’ex coniuge superstite legalmente divorziato e titolare di un assegno di mantenimento.

 

Diritto al TFR

È il diritto del coniuge titolare di un assegno divorzile non passato a nuove nozze, a ottenere una percentuale, dell’indennità di fine rapporto maturata dall’ex coniuge.

 

Rilascio e revoca passaporto dell’ex coniuge

Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare.  Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell’altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.

Matrimonio

Il matrimonio è una scelta molto importante, ricca non solo di suggestioni sociali e personali, ma anche di grande valenza giuridica. Con il matrimonio l’amore della coppia si estende alle rispettive famiglie originarie, creando di conseguenza anche nuovi e significativi legami giuridici.

 

Nullità e annullamento

Vi sono particolari situazioni, tassativamente previste dalla legge, in presenza delle quali il vincolo coniugale è considerato invalido e che, a seconda della loro gravità, ne comportano la nullità o l’annullabilità.

 

Nullità canonica

È la nullità matrimoniale pronunciata dai tribunali ecclesiastici e rotali secondo il diritto canonico.

 

Ordine di protezione e allontanamento del coniuge

Provvedimenti che il giudice adotta per ordinare la cessazione della condotta del coniuge che sia “causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale o alla libertà dell’altro” per impedire il protrarsi di atteggiamenti violenti in ambito domestico.

 

Trust

Ha lo scopo di blindare un patrimonio per scopi precisi anche a tutela di soggetti determinati.

 

Trascrizione matrimoni esteri e loro validità

La trascrizione costituisce un passaggio necessario per ufficializzare l’esistenza in italia del matrimonio celebrato all’estero tra un cittadino italiano e uno straniero.

 

Impresa familiare

Serve a tutelare la posizione di coloro che, legati da vincoli di parentela o di affinità con l”imprenditore, prestano continuativamente – escludendo la configurabilità di un rapporto di lavoro diverso – la loro attività lavorativa a favore dell’impresa.

 

Comunione dei beni

È il regime patrimoniale legale della famiglia che si instaura al momento del matrimonio in mancanza di diversa volontà (per esempio, la scelta della separazione dei beni). Formano la comunione tutti i beni acquistati durante il matrimonio a eccezione di alcuni che restano personali di ciascun coniuge.

 

Scioglimento della comunione

La comunione si scioglie, oltre che per la separazione personale dei coniugi, anche per altre cause elencate all’art. 191 c.c. quali, per esempio, l’annullamento del matrimonio, il mutamento convenzionale del regime, la dichiarazione di assenza o di morte presunta di un coniuge.

 

Divisione giudiziale della comunione

È il procedimento mediante il quale, successivamente alla pronuncia di scioglimento della comunione e in difetto di un accordo sulla ripartizione dei beni, il giudice divide in parti eguali l’attivo e il passivo della comunione.

 

Fondo patrimoniale

Con tale strumento è possibile destinare determinati beni ai bisogni della famiglia ponendoli al riparo da possibili pretese creditorie verso i genitori coniugati tra loro.

 

Comunione convenzionale dei beni

I coniugi possono in ogni tempo modificare il regime patrimoniale della famiglia e adattarlo alle loro esigenze.
È attraverso tale strumento che, per esempio, è possibile far rientrare nella comunione certi beni che altrimenti ne sarebbero esclusi (per esempio quelli acquistati prima del matrimonio).

 

Delibazione sentenze ecclesiastiche

È lo strumento mediante il quale la sentenza dichiarativa della nullità matrimoniale emessa dagli organi giurisdizionali (Tribunali Ecclesiastici e Rotali) dello stato vaticano può acquisire efficacia per lo Stato Italiano.

 

Pensione di reversibilità

È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata agli eredi superstiti.

 

Coppie di fatto

La famiglia di fatto è costituita da persone che, pur non essendo legate tra loro dal vincolo matrimoniale, convivono stabilmente, con gli eventuali figli nati dalla loro unione.

 

Con la Legge n°76 del 2016 “ Legge Cirinnà” , sono stati riconosciuti e disciplinati gli istituti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso e della convivenza di fatto.
Per “conviventi di fatto” si intendono due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.
La Legge Cirinnà prevede per le coppie di fatto una serie di diritti e doveri sostanzialmente analoghi a quelli dei coniugi, permettendo inoltre ai conviventi di redigere un contratto che disciplini il rapporto patrimoniale della vita comune:
il contratto di convivenza.
La costituzione di tale scrittura privata deve avvenire, a pena di nullità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato, che ne attestino la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico e che poi lo trasmettano entro i successivi 10 giorni, al Comune di residenza dei conviventi, per l’iscrizione nel registro previsto sulla base delle disposizioni del cd. “ordinamento anagrafico”. Tra i principali diritti previsti in favore dei conviventi vi sono: La possibilità di far visita al proprio partner in carcere (comma 38), Il diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali, in caso di malattia o di ricovero del partner; la facoltà di designare l’altro quale suo rappresentante, in caso di malattia o morte; in caso di morte del proprietario dell’abitazione comune, il convivente superstite può continuare ad abitare nella stessa per almeno due anni e molti altri diritti ancora, tra i quali, il diritto ad ottenere dall’altro, in caso di cessazione della convivenza di fatto, gli alimenti in misura proporzionale alla durata della convivenza, qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.

 

Rapporti tra genitori e figli della coppia di fatto

 

Con il d.lgs. 154/2013 è stato completamente equiparato lo status dei figli legittimi, nati in costanza di matrimonio e i figli naturali, nati fuori del matrimonio.
I rapporti tra la coppia di fatto e i figli, seguono la disciplina relativa ai rapporti genitori- figli e i genitori esercitano su di essi non più la potestà genitoriale ma la responsabilità genitoriale (altra novità del d. lgs. 154/2013). I conviventi hanno, infatti, l’obbligo di mantenere, istruire ed educare i figli nati dal loro rapporto e i figli devono rispettarli e contribuire, in base al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finchè convivono con essa.

Convivenza

I diritti individuali hanno fortemente segnato la morale personale e sociale. È nata così la convivenza in alternativa al matrimonio perché apparentemente priva di diritti e di doveri. I sentimenti si esprimono così nutrendosi della forza quotidiana di rivolersi.

 

Rapporti patrimoniali e personali tra conviventi

Il parziale riconoscimento giuridico attribuito alla famiglia di fatto.

 

Ordine di protezione contro gli abusi familiari e allontanamento del convivente

Provvedimenti che il giudice adotta per ordinare la cessazione della condotta del convivente che sia “causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale o alla libertà dell’altro” per impedire il protrarsi di atteggiamenti violenti in ambito domestico.

 

Contratti di convivenza

Di accordi scritti con cui ogni coppia di fatto può definire le questioni inerenti l’ assetto economico-patrimoniale, anche in vista dell’eventuale rottura del rapporto o della scomparsa prematura di uno dei conviventi.

 

Attribuzione patrimoniale in favore del convivente omosessuale

La possibilità di trasferire una parte del proprio patrimonio (mobiliare o immobiliare), in vita o mortis causa, al convivente eterosessuale o omosessuale.

 

Trust

Ha lo scopo di blindare un patrimonio per scopi precisi, anche a tutela dei conviventi.

 

Diritti successori

Diritti che l’ordinamento riserva al convivente more uxorio in caso di premorienza dell’altro.

 

Mobbing

Il mobbing familiare si sostanzia in ripetute condotte irriguardose assunte da parte del convivente nei confronti dell’altro, fino a farle sfociare in atteggiamenti sprezzanti ed espulsivi, spesso anche pubblici.

 

Stalking

Lo stalking familiare si sostanzia in un comportamento assillante e invasivo della vita del partner, mediante la reiterazione insistente di condotte intrusive nei suoi confronti che ne condizionano negativamente la vita quotidiana.

 

Rilascio e revoca passaporto dell’ex convivente

Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l’assenso dell’altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione sostituiva del mancato assenso dell’altro genitore.
Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell’altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.